Un anelito alla pace dal nostro poeta.
di Italo Francesco Baldo
Giacomo Zanella, il maggior poeta vicentino, ha nei suoi versi ricordato come nei popoli debba sempre esserci l’anelito alla pace, ma questo non è un desiderio psicologico, è una tensione dell’umanità che ha colto il messaggio di Gesù Cristo che è di pace, pur nelle difficoltà della vita.
La pace, lo affermò anche il grande umanista Erasmo da Rotterdam, è un ‘a priori’, ossia uno stile di vita che vive se lo poniamo come pietra d’angolo nel costruire i nostri
rapporti personali, sociali e internazionali.
Meditare questi versi oggi è proporsi almeno di costruire la pace con amore e non con la forza delle armi e con le perversioni ideologiche che occulti poteri fomentano nei loro caldi studi dove conteggiano nei morti i loro denari.
Soprattutto chi non è in guerra deve proporre la pace ai contendenti e non parteggiare.
“Oh! Dagli Urali inospiti
Ultima strofa de “L’uomo è nato alla società” di Giacomo Zanella, 1846
All’infocata sabbia
Quando sarà che taccia
Ogni fraterna Rabbia?
Taccia la guerra? E i popoli
In dolce nodo uniti
Odan per tutti i liti
Amore sonare amor?”
