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Meneghello studioso di Zanella

Nuovi manoscritti e una ricerca che illumina il dialogo tra due grandi protagonisti della cultura veneta.

di Italo Francesco Baldo

Ho il piacere di informarvi che è uscito il primo volume dedicato ai manoscritti di Luigi Meneghello conservati presso la Fondazione “Maria Corti” di Pavia, dove sono giunti per lascito testamentario.

Luigi Meneghello ebbe infatti un rapporto profondo con la poesia di Giacomo Zanella: dai ricordi scolastici dell’infanzia fino agli studi compiuti negli anni della maturità accademica in Inghilterra. Questo primo volume porta alla luce una parte di quel dialogo intellettuale, raccogliendo la prima delle due “Buste” di manoscritti che contengono annotazioni, riflessioni e osservazioni dedicate soprattutto ai versi del poeta vicentino.

La recensione che segue presenta il volume e anticipa un progetto editoriale destinato a svilupparsi in altri due tomi: il secondo dedicato alla presenza di Giacomo Zanella nelle opere di Luigi Meneghello, il terzo alla pubblicazione della seconda “Busta” di manoscritti conservata presso la Fondazione.

“Io simpatizzo coi poeti, e ogni tanto mi sento
ricambiato.”
(L. Meneghello, Rivarotta)

 All’età di undici anni il futuro scrittore Luigi Meneghello si imbatté per la prima volta nella poesia di Giacomo Zanella, imparando a memoria il sonetto VIII della silloge Astichello, dedicato all’ ”ameno Cricoli con il suo delicatissimo palagio”.
Nei decenni successivi più volte nelle opere dell’autore di Libera nos a malo, resterà memoria di quel primo incontro con la poesia zanelliana, ma anche la considerazione intorno al poeta e a tante altre sue poesie,  soprattutto ai sonetti che suscitarono una vera attenzione, in particolare negli anni 1964/67 e nel romanzo del 1976 Fiori italiani. Negli anni Sessanta  L. Meneghello docente all’Università inglese di Reading seguiva insieme al professor Giovanni Aquilecchia dell’Università di Londra la tesi di dottorato di Elizabeth Greenwood  su Vita di Giacomo Zanella, edita nella traduzione italiana di  G. e D. Zancani,  a Vicenza da N. Pozza nel 1990 e fu l’occasione per approfondire la poesia di G. Zanella. A quell’epoca risalgono numerosi manoscritti, oggi presenti, per lascito testamentario, alla Fondazione Maria Corti di Pavia, che  presentano annotazioni e considerazioni varie proprio sui versi del poeta vicentino. Riteniamo che si tratti dei materiali preparatori di un probabile saggio che voleva considerare in particolare alcuni temi e la scrittura stessa del poeta. Alla Fondazione sono conservate due Buste di manoscritti  di L. Meneghello relativi a Giacomo Zanella  (Manoscritti Men. 06-002 e Manoscritti Men 04 0039) che attestano non solo l’interesse, ma anche la perspicacia con la quale lo scrittore, ormai affermatosi come italianista nella cultura universitaria inglese, ha analizzato la poesia zanelliana. L. Meneghello non proporrà un suo saggio, ma le annotazioni ai versi  appaiono di valore per conoscere anche come lo scrittore affrontava l’analisi dei testi. 

    La Fondazione Maria Corti con il suo Presidente Ch.,mo professor  Giorgio Panizza ha autorizzato al curatore la consultazione e la pubblicazione della prima Busta Men. 06-002, come primo volume di una trilogia in corso d’opera che considererà la relazione Giacomo Zanella- Luigi Meneghello Vis à  vis I, Vicenza, Il Sileno Edizioni 2026. Seguiranno altri due volumi, il secondo dedicato alla relazione dello scrittore con il poeta nelle sue opere ed il terzo con l’edizione dei Manoscritti Men 04 0039.   

   Il primo volume, dopo una considerazione sul valore dei manoscritti, riporta anche l’elenco in quale istituzioni quelli dello scrittore sono conservati,  ricordando, in particolare,  che gran parte delle lettere, sono depositate presso la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza. 

Luigi Meneghello (Malo 1922 – Thiene 2007)

   Alla luce della felice espressione di Maria Corti: “C’è una grandiosa marcia della Poesia e della Prosa testimoniata dai manoscritti, cammino di giganti e di esseri di media statura, per cui si ha da riflettere e da guardare con nuova lente di ingrandimento il rapporto tra le Carte degli scrittori e la Storia letteraria.” (Ombre dal fondo) l’analisi dei manoscritti ha portato alla luce  quanto ci sia ancora oggi da studiare intorno al poeta. Soprattutto leggere le annotazione di Luigi Meneghello alle poesie di Giacomo Zanella non ha voluto essere solo una loro trascrizione per la pubblicazione, ma uno stimolo dettato dalle stesse ad approfondire, un classico viaggio, un dialogo, in relazione ad esse, quanto lo scrittore ha appuntato e allargarsi a ciò che ad esse concerne nelle opere del poeta e di altri studiosi, attraverso studi e riferimenti talora successivi al periodo in cui i versi furono chiosati o giudicati dallo scrittore. È stato uno studio faticoso per certi versi, ma ha chiarito la modalità di analisi dello studioso L. Meneghello e la bella prospettiva più volte compiuta da molti altri di approfondire i versi di colui che fu ed è importante non solo per la cultura vicentina, perché la sua arte era capace di cogliere a volo un fuggiasco lampo della natura ed eternalo con la rima.

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