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Villa Zanella: stato dell’arte e responsabilità


Tra prospettive di vendita, decisioni istituzionali e interrogativi aperti per la comunità.

Ci sono luoghi che non rappresentano soltanto un bene materiale, ma custodiscono una parte significativa della memoria culturale di una comunità.
Villa Zanella è uno di questi.

Per questo, quanto emerso nelle ultime settimane non può essere considerato un passaggio ordinario.

Il quadro attuale

Dal Consiglio Comunale del 18 marzo e dall’articolo pubblicato su Il Giornale di Vicenza il 7 aprile, è emersa con chiarezza la volontà del Seminario Vescovile di Vicenza, proprietario dell’immobile, di procedere alla vendita della villa, dopo la cessazione del comodato d’uso con il Comune di Monticello Conte Otto.

L’Amministrazione ha dichiarato di aver tentato di mantenere la disponibilità del bene, proponendo anche la trasformazione del comodato in contratto di locazione, senza ottenere apertura. È stata inoltre evidenziata l’impossibilità, allo stato attuale, di procedere all’acquisto per mancanza di risorse economiche.

Nel frattempo, le attività che si svolgevano presso la villa sono state interrotte o trasferite:

  • la biblioteca donata da don Franco Corradin è stata ricollocata in altra sede; 
  • si stanno individuando nuove soluzioni per gli orti sociali; 
  • gli eventi culturali dovranno trovare nuovi spazi. 

Un passaggio che apre interrogativi

Si tratta di una scelta legittima sul piano formale, ma che apre interrogativi sostanziali sul piano culturale e civile.

Negli ultimi anni, Villa Zanella non è stata soltanto uno spazio concesso in uso, ma un presidio culturale attivo: sede di incontri, teatro, musica, del Premio Letterario dedicato al poeta.

Interrompere questa esperienza senza che emerga con chiarezza una visione alternativa significa lasciare un vuoto che non è soltanto logistico.

È un vuoto culturale.

Villa Zanella in una cartolina dei primi anni ’50.

Tra fatti e responsabilità

La stampa ha restituito i fatti: la fine del comodato, la prospettiva di vendita, l’impossibilità di acquisto da parte del Comune.

Ma i fatti, da soli, non esauriscono la questione.

Nel dibattito consiliare è emerso anche un elemento rilevante:
il mancato coinvolgimento di cittadini e associazioni in una fase così delicata.

E questo introduce una domanda inevitabile:
è stato fatto tutto il possibile per mantenere viva la funzione pubblica e culturale di Villa Zanella?

Sono state esplorate tutte le strade percorribili?
È stata costruita una reale condivisione con il territorio?

La posizione dell’Associazione

In questo contesto si inserisce l’intervento di Maria Luigia Michelazzo, Presidente dell’Associazione “Giacomo Zanella”, che ha richiamato l’attenzione sulla portata della decisione:

«La prospettiva di una vendita — soprattutto in assenza di un progetto chiaro sulla futura destinazione — solleva preoccupazioni che vanno ben oltre il piano formale.»

«Non si tratta di opporsi a priori, ma di chiedere che una decisione di questa portata non avvenga senza un confronto reale con il territorio.»

Un richiamo che sposta il piano della discussione:
non solo cosa accade, ma come e con chi si decide ciò che accade.

Una prospettiva possibile

Già nelle settimane precedenti, il prof. Italo Francesco Baldo aveva evidenziato come la villa possa rappresentare un punto di riferimento all’interno di un più ampio progetto culturale e letterario per il territorio vicentino.

Una prospettiva che porta con sé una domanda ulteriore:
esiste oggi una visione alternativa altrettanto chiara?

Oppure si sta assistendo alla chiusura di una stagione senza che ne venga aperta una nuova?

Villa Zanella ritratta in una cartolina degli anni ’60.

Una questione che riguarda tutti

Negli ultimi anni, Villa Zanella ha rappresentato molto più di un edificio storico:
è stata uno spazio vissuto, un punto di incontro tra memoria e presente.

Quando un luogo così esce dalla disponibilità pubblica, non si perde soltanto uno spazio.

Si interrompe un processo.
Si indebolisce un presidio culturale.

Per questo le domande che emergono riguardano l’intera comunità:

  • quale destino si immagina per Villa Zanella? 
  • quale spazio viene riconosciuto oggi alla memoria di Giacomo Zanella? 
  • in che modo il territorio può essere coinvolto in scelte che incidono su un bene percepito come patrimonio condiviso? 

Conclusione

Villa Zanella non è soltanto un luogo del passato.
È un punto di riferimento culturale che ha contribuito, nel tempo, a costruire identità e partecipazione.

Proprio per questo, il suo futuro non può essere considerato una questione esclusivamente amministrativa o patrimoniale.

È una responsabilità condivisa.

E oggi, più che mai, questa responsabilità chiede chiarezza, confronto e visione.

La copertina dell’esclusivo saggio “La villa del poeta” scritto da Sebastiano Rumor del 1891 in un’edizione curata da Italo Francesco Baldo e arricchita dalle foto di Danilo Pellegrin. Per informazioni cliccare sull’immagine.

3 risposte su “Villa Zanella: stato dell’arte e responsabilità”

Ritengo che sarebbe stato un preciso dovere della nostra amministrazione informare la cittadinanza dell’evolversi della situazione riguardante Villa Zanella anche con proposte in merito alla raccolta fondi per, eventualmente, acquisire al patrimonio comunale tale manufatto. A Dueville il Comune ha acquistato la vecchia cartiera con fondi propri e donazioni da parte dei cittadini. Prima di lasciar perdere tale acquisto proporrei all’amministrazione comunale di sentire in pubbliche audizioni la cittadinanza per sentire, nel merito, un parere esplicito della stessa cittadinanza. Però bisognerebbe fare in fretta.

Egregio Sig Fava , le rispondo in merito al suo intervento relativamente a villa Zanella.
Complimenti per la sua proposta che devo dire era esattamente quello che avrei voluto proporre anche io.
Mia sorella, me l ‘aveva illustrata proprio ieri in quanto Responsabile dell’Ufficio tecnico di Dueville.
La condivido in pieno e auspico che anche il Comune di Monticello Conte Otto possa percorrere questa strada, essendo l’iter già tracciato con successo in un Comune limitrofo. Villa Zanella lo merita!
Maria Luigia Michelazzo
Presidente
ASSOCIAZIONE GIACOMO ZANELLA

L’acquisto da parte del Comune di Monticello, con fondi propri e con l’aiuto di donazioni, è quanto mai auspicabile. Sarebbe la soluzione migliore per salvaguardare la conservazione e la fruizione di Villa Zanella. Si tratta di un bene culturale appartenente al Seminario di Vicenza, al quale la villa era stata legata dalla famiglia di Giacomo Zanella, un sacerdote che come pochi altri ha onorato la Chiesa cattolica con la sua testimonianza di fede e la sua grandezza di pensatore e di poeta. La cessione di Villa Zanella – tutelata per legge in quanto appartenente a un Ente ecclesiastico – al Comune di Monticello, garantirebbe la continuità nella tutela e nella fruizione di tale bene, che da tanti anni la comunità di Monticello promuove per mantenere viva la memoria di Giacomo Zanella.

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